• home • fò di pe • gare • classifiche • fotorisultati • allenamenti •

                            ematocrito                  da www.albanesi.it

Copyright by THEA 2006

 

L'ematocrito è il volume percentuale di sangue che è costituito da cellule; un ematocrito di 44, significa che il 44% del volume del sangue è costituito da cellule e il rimanente da plasma.

 

Nello sport

Di norma il valore di ematocrito è abbastanza stabile; tuttavia i valori possono subire variazioni considerevoli. Ovviamente all'aumentare dell'ematocrito aumenta la viscosità del centrifuga per il controllo dell'ematocritosangue perché il sangue diventa "più solido e meno liquido". Durante lo sforzo fisico la richiesta di ossigeno aumenta fino a 20 volte, determinando aumenti del flusso ematico sino a quasi 25 volte. Quanta più emoglobina è disponibile tanto più ossigeno può essere trasportato, ritardando la crisi del sistema atletico. Più emoglobina significa più globuli rossi e in definitiva un valore di ematocrito più alto: questo nella stragrande maggioranza dei casi. Alti valori di ematocrito (oltre che dannosi alla salute) possono anche essere negativi per la performance sportiva perché se il sangue è troppo denso non scorre facilmente nei piccolissimi capillari che irrorano i muscoli.

Ai fini di una campagna antidoping corretta è fondamentale conoscere come può variare l'ematocrito fisiologicamente. Purtroppo anche in questo campo è difficile mettere d'accordo i medici e l'impressione che se ne ricava  è che ognuno tiri l'acqua al suo mulino. C'è chi dice che:

a)  l'ematocrito è pressoché stabile;

e chi dice che:

b)  può passare anche da 42 a 60.

Dall'esperienza diretta (una cinquantina di atleti monitorati per due anni) si potrebbe concludere che entrambe le affermazioni sono inesatte. La maggior parte del campione ha avuto variazioni del 10% circa (per esempio da 38 a 42). Il che vuol dire che variazioni dal 5 al 15% non possono essere considerate sospette. Che un ematocrito quindi passi da 44 a 50 può (attenzione al "può") essere normale. Non appare cioè giustificata lo sforzo di chi vuole sostenere a tutti i costi che una variazione di ematocrito vuol dire doping.

Ci sono molte malattie che possono far innalzare l'ematocrito. Queste malattie non sono compatibili con la condizione di atleta in piena attività; pertanto in un'indagine sportiva si devono considerare solo le variazioni dovute a cause non patologiche.

La seguente tabella riporta dei dati ottenuti da una delle tante ricerche fatte sull’ematocrito e vorrebbe dimostrare come l'ematocrito può passare da 40 (punto di partenza) a 60, utilizzando una serie di fattori:

 

1)

Altitudine 2.300 m. 4 punti percentuali

10%

44

2)

Sudorazioni profuse, diarrea, vomito, iperventilazione (% non riportata)

3% (stimata)

45.32

3)

Prelievo mattutino

5%

47.59

4)

Soggiorno in posizione eretta per 18 min.

3.7%

49.35

5)

Cambiamento di postura 13-20%

16,5%

57.49

6)

Variabilità biologica intraindividuale 4.6%

2.3%

58.81

7)

Stress psicologico

1%

59.40

8)

Altre terapie (Acido folico, B12; % non riportata)

1% (stimata)

59.99

9)

Coefficiente medio di Variabilità analitica

2.3%

61.37

10)

Anticoagulante, grado di riempimento provetta, conservazione e trasporto, miscelazione del campione, emolisi, altri fattori interferenti (quali; % non riportata)

1% (stimata)

61.98

 

Considerare contemporaneamente TUTTE le varie possibilità significa veramente arrampicarsi sugli specchi. Inoltre ognuna di esse è comunque discutibile. In realtà (vedi per esempio alcuni classici come il McArdle o il Wintrobe) si scopre che:

Altitudine - La variazione è sensibile solo per un soggiorno di almeno due settimane e ad altitudini almeno di 4.000 m.

Sudorazione - Se i prelievi avvengono almeno 12 ore dal termine della gara, si suppone che l'atleta si sia perfettamente reidratato (altrimenti da che medici sarebbe seguito?)

Posizione eretta - Basta effettuare il prelievo in posizione supina.

Cambiamento di postura, prelievo mattutino e stress - Lo studio non chiarisce come ha ottenuto i valori massimi di variabilità e risulta pertanto molto dubbio a riguardo.

Altre terapie - Il dato è corretto ma ininfluente: l'1% significa lo 0,4, da 40% a 40,4%. Questa è un'informazione che dovrebbe (ma purtroppo non lo è) essere conosciuta a tutti i medici generici che in presenza di ematocrito basso in atleti non sideropenici prescrivono inutilmente acido folico e vitamina B12.

Punti 9 e 10 - In altre parole è ovvio che se l'analisi è malfa-tta i dati sono inattendibili, ma allora si può dubitare di tutto.

Come si vede né la posizione a) (ematocrito stabile), né la b) (ematocrito ballerino) sono logiche.

La posizione più sensata sembra quella di ammettere una variazione massima del 15%.

 

Principali patologie, sostanze o condizioni che determinano un aumento dei valori

Alcolismo

Diabete

Diarrea

Diuretici

Insufficienza renale acuta

Peritonite

Policitemia

Poliglobulia

Ustioni

Vomito

 

Principali patologie, sostanze o condizioni che determinano una diminuzione dei valori

Anemie emolitiche

Aplasie midollari

Carenza di ferro

Carenza di vitamina B12

Cirrosi epatica

Collagenopatie

Emorragie

Infezioni gravi

Insufficienza renale cronica

Leucemie

Tumori maligni

 

I valori di riferimento

I valori normali nella donna variano fra il 36 e il 46%, nell'uomo fra il 38 e il 52%.

 
• HOME • ALLENAMENTI • autovalutazione • forma fisica ottimale • significato di allenamento • fondamentali • frequenza cardiaca • soglia anaerobica • ematocrito • aspetti della fatica • fibre muscolari • scarpe • abbigliamento • maratona • skyrunning • alimentazione • alimentazione in atletica • integratori alimentari • vitamine • fisiologia nutrizionale • metabolismo carboidrati • metabolismo grassi • glucidi • doping • epo • variazioni ematocrito • doping e aritmie • metodo e allenamento • ripetute • allenamento maratona • la fatica • sindrome da carico • acido lattico • contrazione muscolare • stretching • riscaldamento pre-gara • invecchiamento e prestazione •