• home • f˛ di pe • gare • classifiche • fotorisultati • allenamenti •

IL  DIAVOLO  DI  TENDA

FOTO

Mercoledý 19 Agosto 2009, allenamento in montagna f˛ di pe con destinazione DIAVOLO DI TENDA, 2914 metri, cima pi¨ alta della Val Brembana e quinta delle Orobie dopo Coca, Redorta, Scais e Diavolo della Malgina. Si parte alle ore 8,30 dal Lago di Carona e siamo in cinque: Forvezeta, Vengo col Tempo, Vetta, Rasta ed Angelo della Valetudo skyrunning. Si sale dal sentiero 210, la carrabile che porta alla diga del Lago di Fregabolgia ed una volta arrivati al rifugio Calvi sosta per rinfrescarsi e dissetarsi, vista la giornata splendida di sole con temperatura estremamente calda. Ripartiamo seguendo il sentiero 225 costeggiando il Lago Rotondo e ci addentriamo nella vallata che ci porta alle Baite di Poris, con la punta imponente del DIAVOLO DI TENDA  che inizia a stagliarsi ai nostri occhi. Superata una cascatella arriviamo ad un pianoro e ammiriamo i primi rigagnoli dove nasce il fiume Brembo e seguendo l'indicazione P. Diavolo lasciamo il sentiero delle Orobie. Si sale seguendo i numerosi segnali sulle rocce fino ad arrivare alla Bocchetta Podavit, 2624 metri. Sulla nostra sinistra un gruppo di Stambecchi assiste incurante alla nostra fatica e da questo punto si smette di correre e prestiamo molta attenzione agli appoggi ed alla presa delle mani. Fa impressione pensare che dobbiamo salire sull'erta con passaggi esposti, senza un sentiero, seguendo le frecce sulle rocce, con ai piedi le scarpette da corsa. Incrociamo escursionisti in fase di discesa, equipaggiati come giusto che sia e ci guardano probabilmente pensando "ma dove vanno sti matti in calzoncini e canottiera".  Saremo sprovveduti ma non incoscienti, ci rendiamo conto che per questi 300 metri di dislivello l'attenzione deve essere massima, non si pu˛ scherzare con la montagna, se lo fai non ti perdona. Piano piano ci aggrappiamo alle rocce e cerchiamo il pi¨ possibile di guardare in alto, mantenendo la necessaria calma e curando in special modo l'appoggio. Superiamo alcuni passaggi difficoltosi e finalmente la vetta, ampia ed agognata. Assenza di vento, temperatura ottima, vista fantastica, peccato che le nuvole ci concedano la visione del Redorta solo per pochi attimi, ci accontentiamo del Pizzo Poris, del Grabiasca e di tutte le altre meraviglie che si possono ammirare. Lasciamo la nostra impronta sul libro sotto la croce, foto di rito e pronti per la discesa con la stessa attenzione di prima. Ci sentiamo pi¨ sicuri, i segni si distinguono meglio ed arriviamo alla Podavit abbastanza in fretta e decidiamo di non ripassare dal Calvi ma di prendere il sentiero che porta al Rifugio Longo. Con qualche deviazione e traversi vari sbuchiamo al Passo Selletta e qui il sentiero ritorna ben definito e ci porta in un attimo al Lago del Diavolo, non prima di aver avvistato un nutrito gruppo di Camosci. Oltrepassata la diga si scende al Longo e la carreggiata ci porta a liberare le gambe ed Ŕ una corsa veloce fino a Carona dove arriviamo dopo 5h 42' e 30 km. Bellissima uscita, in una giornata di sole stupenda, in un contesto unico che deve sempre meritare rispetto.  

forvezeta