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DAL  GARGANO...PENSANDO  A  BARIANO

Io, residente in un trilocale di ridotte dimensioni, mai avrei potuto sospettare che al nostro arrivo a Vieste, la casa mobile (inserita nella splendida macchia mediterranea di un camping/villaggio) prenotata con enfasi poco prima della partenza, potesse celare: una camera matrimoniale,una cameretta con 2 letti singoli, un bagno con ampia doccia, un soggiorno con angolo cottura, in miserabili 21 metri quadrati. Alla nostra sorpresa ci viene risposto che il barbecue che sbucava tra gli oleandri piantumati alle estremità della veranda, era una vista impagabile, e meritava qualche piccolo sacrificio. Il nostro arrivo era peraltro salutato da un “piacevole”maestrale, che soffiava “dolcemente” provocando le famigerate onde anomale, mentre sulla spiaggia la sabbia accarezzava delicatamente la fronte, ed il vento “aiutava” a sfogliare il quotidiano. Volendomi preparare per il Fosso di Bariano, (dopo aver smaltito la funesta manipolazione ad opera di un sedicente massaggiatore con gli occhi a mandorla,e i polpastrelli a nocciola) punto su qualche allenamento di qualità. Ritrovo una sconsiderata fiducia in me stesso durante le prime 2 prove di un 5X1000, smarrisco la fede nelle successive 3, (corse nel senso opposto) il vento mi riporta purtroppo alla realtà: è un periodo di transizione! Cercando di “vivere il mare,”una mattina mi spingo a nuoto verso un isolotto alla ricerca di cozze, e vengo anche spronato dalla consorte –Vai, che forse quelle riesci a trovarle!—lasciandomi l’atroce dubbio che si trattasse di un battuta farcita d’ironia. L’entusiasmo per la raccolta miracolosa, sfuma lentamente durante il rientro a nuoto. Il retino stracolmo dei deliziosi molluschi mi impedisce una nuotata “fluida,”e mi costringe ad uno stile libero con un solo braccio. Dieci bracciate con il destro, alternate a dieci col sinistro, così da mantenere una traiettoria serpeggiante ma corretta. Approdo alla spiaggia sfinito. Come se non bastasse, l’aspetto troppo rustico della conchiglia esterna ( qualche naturale incrostazione) porta ad un netto rifiuto da parte dei famigliari di prendere parte al banchetto (bestie!) lasciandomi sul groppone quasi tre kg di cozze. Propongo allora uno scambio alla responsabile del mini-club: dividere equamente il mio bottino in cambio di un paio d’ore sollevato dal peso del ”demonio” Alessandro, non ancora in età per far parte dell’esclusivo circolo. Lei risponde che per 120 minuti con il piccolo ci vogliono 6 gamberoni, 6 scampi giganti, un’orata, e un sacchetto di carbonella.Esosa! Rinuncio! Qualche screzio non manca nemmeno con l’amata sposa. Vengo pizzicato a lavare il sederino del marmocchio, nel lavello della cucina, il lavabo del bagno oltre ad essere quasi inaccessibile, mi provocava una sudorazione incontenibile. Ma a farla imbestialire, non era stato tanto il locale “toilette”, quanto il prodotto: avevo approfittato del detersivo dei piatti per pulirgli il culo. Per quanto riguarda la ristorazione invece non ci si può lamentare: a cena servono l’acqua ad una temperatura ottimale: bella fresca. Solo il rinomato “pane pugliese”: gommoso all’interno, ”frantuma gengive” all’esterno, non riesco proprio ad apprezzare. Mi chiedo a volte, se ne è valsa la pena rinunciare a due prove del Fosso per trascorrere due settimane così...                                                         crema