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DALLE MARCHE CON NOSTALGIA

E pensare che le vacanze sembravano cominciate nel migliore dei modi. Ospiti (intrusi) in una colonia parrocchiale, dove nostra figlia di 7 anni trascorreva la sua prima vacanza da single già da alcuni giorni, non era stato difficile ritagliarmi un ruolo da protagonista, confrontandomi con i giovanissimi vacanzieri in svariate discipline sportive. Unica difficoltà, evitare loro l’umiliazione di pesanti sconfitte. Non avevo fatto i conti però, con quello che prima del mio arrivo era stato il leader indiscusso: un “nanetto” di 9 anni, che non aveva probabilmente digerito, questa mia “discesa in campo”. Ecco come si sono svolti i fatti. Stavo tirando per le lunghe -per non mortificarla- una sfida a braccio di ferro con un bambina, quando la piccola canaglia passandomi a lato, pigia sul mio muscolo ed esclama ad alta voce –E’ flaccido!- provocando una risata generale in sala mensa. Ci resto malissimo, e decido quindi di dedicarmi alla lettura. Quello che mi capita tra le mani, è un romanzo tratto da una storia vera, di un autore sconosciuto, che narra le vicende di un “giovane podista” con il sogno di infrangere il muro delle tre ore in maratona. E’ una storia coinvolgente, fatta di gioia e sofferenza, e il protagonista è un “ragazzo” alto, bello, e simpatico, nel quale riesco spesso ad identificarmi: anche io sono alto! Solo mia moglie è ostile a questa opera narrativa, e ripete spesso: - E’ inutile, quello sfigato non ce la farà mai!- Per quanto riguarda la corsa non va molto meglio. Uno “strappetto” alla schiena la mattina della partenza, mentre caricavo la creatura sul sedile posteriore, porta ad affidarmi (su consiglio di mia moglie) alle esperte mani di un massaggiatore cinese che pratica in spiaggia tutte le mattine dalle 10 alle 12 su appuntamento, e si dice faccia miracoli con i pensionati affetti da artrite. E’ purtroppo una sensazione di “incriccamento” quella che provo il mattino seguente il massaggio: ”maledetto muso giallo,” avevo giustamente sospettato della sua abilità quando aveva cercato di piazzarmi una scatoletta di “grasso di tigre.” Ma la vera sciagura si consuma venerdì sera, poco dopo le 20, quando (subito dopo l’allagamento della doccia) la cerniera che sostiene la porta del “preistorico” frigorifero in dotazione, cede di schianto, provocando la rovinosa caduta della porta stessa, seguita pari pari da un mix di collera e sconforto da parte mia. Devo rinunciare all’abituale appuntamento alla baby-dance nel villaggio adiacente, e costretto tutta sera in casa con una mano appoggiata alla porta del frigo per evitare che le preziose pappe del marmocchio andassero in avaria. E’ allora che vengo assalito dalla nostalgia, che mi porta a desiderare di sostituire il mare di Fano, con la pianura di Zanica, anche a costo di farmi battere in volata dal Virus, nella speranza che la prossima settimana, il Gargano riservi meno “sorprese” di Fano.       crema