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LA  SFIDA  DI  CORTENUOVA

Prosegue il buon momento per il Crema,che dopo aver perso la fiducia dell’allenatore ritrova quella in se stesso. La quarta prova del Fosso a Cortenuova segna l’esordio nella competizione. La serata comincia nel peggiore dei modi. Il Fò di pe Grisù che avrebbe dovuto prestarmi la bici da corsa per il mio esordio nel Triathlon “me la da buca”. Avrei dovuto dunque battagliare la domenica successiva con la mia vecchia mountain bike .La gara ricadeva nel giorno dell’anniversario di matrimonio,e nonostante l’età, mi ero iscritto perchè volevo dimostrare alla scettica moglie il mio valore atletico agonistico,cimentandomi in questa nuova disciplina. Per festeggiare l’anniversario avevo già prenotato un tavolo (in veranda) nella più elegante pizzeria di Valbrembo. Erano anni che non si usciva per questa ricorrenza. Ricordo che in auto,al ritorno dalla cena del nostro primo anniversario (l’avevo portata alla festa della Lega a Paladina) sconsolata esclamò:-- La prossima volta,piuttosto stiamo a casa!— e si che spiedini e costine mi erano sembrati ottimi. Non faticai comunque ad accontentarla.Torniamo a Cortenuova. Partenza sotto un autentico diluvio,arrivo accolti da un nubifragio .Ma si sa,il podista del Fosso non si scoraggia,e si presenta comunque numeroso alla partenza.Alcuni con il cappellino,altri con la cuffia,uno con l’ombrello. Obbiettivo ,confermare il buon momento di forma. La scommessa con Virus (una pizza) su chi giunga prima al traguardo tra me e Lacrima Maria,rende più gustosa la competizione. Tra tutte,questa di Cortenuova è la più corta km 6,5,mi prefiggo quindi un andatura brillante. Sotto i 3.40km sarebbe il massimo. Si parte,e dopo il primo km comincia lo sterrato,si corre guardando per terra cercando di evitare le pozzanghere più insidiose. A metà gara raggiungo e supero Maria,mi scrollo di dosso l’appiccicoso Comprabene esco dallo sterrato e in balia del diluvio universale, accompagnato da un uragano,e una spruzzatina di neve,po’ correndo un po’ nuotando riesco ad allungare, superare ancora diversi atleti,e portarmi a ridosso dell’ottimo Palazzini. Cerco di raggiungerlo con le ultime poderose bracciate,ma è troppo tardi. Chiudo soddisfatto in 23.18 (3.40 km) tra gli applausi della pioggia. Negli spogliatoi,un inbufalito Virus mi accusa di scorrettezza,perché partecipo a meno competizioni rispetto a Lacrima Maria, (vero) quindi atleticamente più fresco. Non si da pace per aver perso la pizza. Nemmeno la promessa che avrei rinunciato alla farcitura,optando per la Margherita riesce a rasserenarlo. 

p.s Il buon Grisù colto dai sensi di colpa,in tarda serata recapiterà direttamente a casa la desiderata bicicletta.                                   crema