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LA  FORZA  DEL  GRUPPO

di crema

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Dare la possibilità a tutti di competere, a tutti quelli che competono dar la possibilità di vincere, mettere in condizione chi vince di condividere la propria gioia, mai arrendersi. Credo siano queste le "fondamenta" di una A.S.D .(Associazione Sportiva Dilettantistica). Per illustrare meglio questi concetti, ricorrerò a tre brevi paragrafi estratti dal "Libro cuore dei Fò di pe" ( non ancora pubblicato.)

1) AIUTARE GLI ULTIMI La prima buona regola di una società o gruppo che si rispetti dovrebbe essere:"aiutare chi resta indietro", ed a questa regola non potevano certo sottrarsi i Fò di pe. Per i soci che alle gare su strada hanno poco da chiedere, è stata creata appositamente una sezione chiamata,"Amici della natura" (felici e contenti su e giù per i monti). Praticamente include tutti quelli che condividono la passione per le lunghe passeggiate in montagna, che loro amano definire Skirunning. Non riuscendo ad accorciare i tempi su distanze classiche, preferiscono allungare le distanze con tempi assurdi. Per rendere più nobile il gesto si è deciso addirittura di assegnare punteggi valevoli per il campionato sociale. In verità questa decisione ha lasciato molte perplessità e perfino ombre di corruzione. Pare che il falegname "Pirata Giacomino" abbia costruito una scivania ed un cavallino a dondolo per la cameretta del segretario "Vengo col tempo", di cui non esiste traccia di fattura ne ricevuta fiscale. Virus sta tuttora indagando. Il conteggio dei punti di questa specialità è molto articolato: 100 punti assicurati all'arrivo, altri si accumulano in base al tempo impiegato, ci sono poi i punti "Flora" sulla quantità e specie di fiori raccolti ( più rari sono, più punti si ottengono) ed altri punti ancora per la sezione fotografica "Fauna orobica". Esempio: la foto di una mucca 1 punto, 5 la marmotta, 10 lo stambecco, 15 l'aquila, 25 la vipera ecc. Quella domenica il "Rasta" aveva appena terminato la sua onesta camminata da 100 punti, e nulla al suo arrivo lasciava presagire gli incredibili sviluppi che seguirono....

2) LA SVENTURA DEL "VELO" O.k per un meraviglioso mazzolin di fiori, ( circa 30 punti), e vada per le foto di marmotte, stambecchi, 2 aquile e un aspide (circa 90 punti), ma quando dalla digitale del Rasta spuntò un elefantino (valore oltre 500 punti) il clamore sollevato fu enorme. Si ipotizzò subito che si trattasse di un sofisticato fotomontaggio, il "Rasta"con un simile punteggio non avrebbe più avuto rivali nel campionato sociale.. Questo fece imbufalire lo stradaiolo "Velo devo dire", che dopo un attenta analisi sentenziò: --Impossibile! A queste altitudini un elefantino non può trovare le noccioline necessarie al sostentamento!-- pronta la replica del colto "Cucciolo",-- Un tale di nome Annibale tanti anni fa, attraversò le alpi in compagnia di numerosi elefanti!-- Ma il" Velo", che era ben preparato e la sapeva lunga, rispose --Tu "Cucciolo ti riferisci alla prima guerra mondiale, erano condizioni particolari quelle!-- Ma il Cucciolo non si lasciò impietosire.--Nooo "Velo", in quell'occasioni furono i muli ad essere utilizzati--.-- Ah si?-- Il povero "Velo" esaurì le argomentazioni..Si mormorava poi, che il "Rasta" nei giorni precedenti fosse stato pizzicato dalla sicurezza del Parco delle Cornelle e accusato di molestie. Pare che non riuscendo a convincere un elefante a seguirlo, con l'aiuto di un losco individuo, volesse portarlo via con la forza. La scientifica sta seguendo l'unico indizio per arrivare al complice, è stato rinvenuto nella zona un misterioso guanto, con solo tre dita. A fugare comunque ogni dubbio furono le testimonianze di "Grisù, Forvezeta e Vetta". I primi due giurarono di aver incrociato il piccolo pachiderma in un canalino lungo una via della Presolana. Il "Vetta" l'avrebbe addirittura insultato perchè durante l'ascesa fece rotolare pericolosamente alcune pietre. L'ultimo a rassegnarsi alla nuova classifica fu comunque lui: il "Velo". Fino ad allora aveva primeggiato in tutte le specialità, dominatore assoluto e super favorito per la vittoria finale. --No, l'elefantino proprio non ci voleva!--tuonò. E' proprio allora che decise di giocare l'ultima carta. Colse l'occasione della Ski-raid delle orobie, e dopo un breve corso di escursionismo, prese una settimana di ferie, si iscrisse a questa camminata di oltre 80km. Alla partenza trovò tutto il calore e l'incitamento degli "stradaioli", i familiari in festa, e i ghigni degli scettici. Aveva un equipaggiamento leggero e sulle spalle la carogna di un animale selvatico, che sperava potesse attirare l'attenzione di qualche belva feroce da immortalare. Il suo sogno era lo Yeti, ma dopo aver fatto due calcoli disse che sarebbe bastato anche l'orso jj5. Non trovai il coraggio d'informarlo che l'orso se ne era tornato in Trentino, mi limitai ad una raccomandazione.--Velo, se dovessi fare brutti incontri, ricordati di scattare la foto prima di essere aggredito, perchè dopo potresti avere qualche problemino.-- annuì e si incamminò verso il Curò. Nel frattempo gli "Amici della natura" preparavano i festeggiamenti per l'exploit dell'inarrivabile" Rasta. E così fu...lo sventurato "Velo" ritornò la domenica successiva sfinito e a mani vuote. Distrutti anche i familiari ,nel vederlo tornare. Tentò comunque d'ingannare (maldestramente) la giuria: prima con una figurina dell'orso Yoghi, poi giustificandosi dicendo di aver perso lucidità la sera del quinto giorno, subito dopo aver divorato la carogna che sarebbe dovuta servire da esca, ma rivelatasi poi unica fonte alimentare. Oltre i 100 punti per aver portato a termine la camminata, racimolò anche i 50 punti del "Bonus solidarietà" assegnato una volta l'anno all'impresa più disperata e commovente (veramente toccante l'immagine della moglie in lacrime al suo arrivo). Non riuscì a convincere invece il racconto del suo ultimo pasto, composto da rarissime specie di fiori raccolti lungo il percorso. Poca roba comunque per puntare alla vetta della classifica. Era fisicamente distrutto, molto confuso, ricordo solo le sue ultime parole:--Ci son due coccodrilli ed un orangotango, due piccoli serpenti e un aquila reale, il gatto il topo l'elefante, non manca più nessuno, solo non si vedono i due leocorni.--- lo caricarono poi sull'autoambulanza e scomparve nella nebbia.

3) LA PARABOLA DEL "RASTA" L'autunno era ormai alle porte e quella mattina ero indaffarato a fare le polveri in soggiorno, quando ad un tratto sentìì bussare alla porta .Era il "Rasta", chiedeva gentilmente in "prestito" due uova ed un pugno di farina. Voleva preparare delle ciambelline dolci per festeggiare il primato in classifica. Mi confidò che se fossero "uscite bene", una parte le avrebbe portate in sede, una parte le avrebbe invece surgelate e consumate il giorno di S.Valentino in compagnia della giovane sposa, accompagnandole da un bicchierino di Vin Santo (che sperava tanto di trovare nel cesto Natalizio). Prima di congedarsi, visto che oltre a uova e farina, si ricordò che gli servivano anche burro e zucchero, (che ovviamente gli diedi) approfittai del mio soprannome per lanciargli la battuta,--Potresti chiamarle, le "Ciambelline del Crema"-- ma non la capì e rispose:--No no, la crema nelle ciambeline non va mica bene: cade dal buco.-- e se ne andò. Quel lunedì sera ero un po' in ritardo (si era rotta la lavastoviglie) ma come attraversai il corridoio che porta alla sede Fò di pe, sentii subito che tirava aria di festa: urla,cori,battimani,ma in sottofondo... uno strano crunch,crunch. Erano le ciambelline: il " Rasta" si giustificò dicendo che distrattamente era rimasto senza lievito (ma va là?) e per favorire la masticazione cercò di compensare con una bottiglia di spuma nera. Non era sicuramente questo dettaglio che avrebbe potuto guastare il clima festoso. Quando entrai trovai tutti in piedi alle sedie, solo lo sfortunato "Quattroprimi" era in ginocchio sotto il tavolo, la foga di assaggiare la ciambellina gli era costata un dentino, che ora cercava affannosamente di recuperare. Grande il "Velo" che per smorzare ogni polemica si presentò con un maschera di Dumbo e due sacchetti di arachidi. Non poteva mancare naturalmente "Spock", che approfittò della serata per promuovere la sua ultima (speriamo!!!) fatica. Si trattava di un simpatico volumetto, che in pratica riassumeva i due precedenti lavori, dal titolo complesso ed enigmatico: " Dieci modi per tagliare il traguardo ritirandosi". Bella la prefazione di Karestia e geniale la trovata commerciale per incrementare le vendite: in ogni copia, allegato in omaggio il D.V.D con tutti i suoi ritiri. Al settimo cielo pure "Pannocchia", essendo vegano dovette rinunciare alle ciambelline. Sono questi i motivi per cui si sceglie di stare in gruppo, ed è per questo che sono sempre alla ricerca di un "personale" da festeggiare, per poter creare questa atmosfera....magari con un pizzico di lievito in più.    Crema

Ps Nomi di cose, luoghi, e persone sono frutto della mia fantasia,di conseguenza ogni riferimento è puramente casuale.