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PODISMO  E  FAMIGLIA

Dopo essere stato spronato ad uscire per la corsetta serale, almeno fai qualcosa, perdi i kili in eccesso, ti tieni in forma ( ti levi un attimo dalle scatole), sopportato quando la corsetta diventa abitudine, rimproverato quando l'abitudine diventa passione, quando la passione si tramuta in "droga" e ti poni degli obbiettivi, sei costretto a mediare. Personalmente dopo la mia prima maratona (primavera 2007, 3.42, sofferenza inaudita) avevo stabilito il mio obbiettivo di podista amatore, l'ambitissimo muro delle " 3 ore". Un obbiettivo del genere per uno che comincia a correre a 40 anni, comporta molteplici sacrifici, e ancor più per chi lo deve supportare (e soprattutto sopportare). La sparo subito grossa: se scendo sotto le 3 ore, settimana di vacanza extra ai Caraibi. Questo nella psicologia di una moglie porta un'iniziale ventata di entusiasmo ed ottimismo (l'ingenua), accompagnato da sorrisi e bacetti prima di ogni allenamento, e tu assicuri che al rientro penserai a preparare la cena, prometti che dopo cena si uscirà e che sabato sera, ristorante. Salvo poi, trascorsi quasi tre anni, le tre ore restano un miraggio, la cena la prepara lei perchè tra doccia e streching si è fatto tardi, dopo cena non si esce, (sei stanchissimo) e il sabato sera fai la pizza in casa. Il vento dell'entusiasmo si cheta e subentra un sentimento di intolleranza che molto spesso sfocia in collera. E' così che nella "scala dei valori affettivi" di mia moglie sono scivolato in 3^posizione, (i figli sono una categoria a parte) subito dietro il televisore, ma lontano anni luce dal leader incontrastato, l'inarrivabile folletto. Gia' il nome (che in teoria dovrebbe suscitare simpatia) mi fa imbufalire, ti aspetti un qualcosa di minuscolo, che si infila in ogni pertugio, silenzioso e leggiadro, ha invece l'altezza di un ragazzino, un paio di ripiani del mobile occupati dagli accessori, non si infila sotto i mobili bassi e il rumore è simile al rullio di un aereo al decollo. E' con questo infernale strumento che la consorte consuma tutte le sere la propria vendetta contro la corsa, nella quiete del dopocena. Lei che guida borbottando contro i miei imprechi, e lui che gironzola felice aspirando e strillando. E se prima si era in due contro uno, essendo spalleggiato da mia figlia Francesca (6 anni) anche lei ostile all'utensile, ora invece mia moglie trova terreno fertile nel piccolo Alessandro (15mesi) che si diverte ogni volta che lo trova parcheggiato in qualche angolo (sempre) ad accenderlo e spegnerlo, aggrovigliarsi nel filo e (molto intelligentemente) a scaraventarlo per terra. Non dimenticherò mai la volta che dopo una rovinosa e secca caduta causata da un energica spinta, vidi Alessandro muovere la bocca in modo sospetto, e dopo avergli tappato il naso per fargliela aprire, riuscii ad estrarre, sotto lo sguardo pietrificato di mia moglie un frammento accuminato dell'incolpevole folletto (non è infrangibile) che il piccolo stava allegramente succhiando. Ancora oggi mi domando se quello sguardo pietrificato fosse causato dal pericolo corso dalla creatura o dalla vista del "frammento dell'amato". Tutto questo si tramuta poi in incubo, ogni volta che sento pronunciare quella terrificante frase alla quale ricorrono tutti i venditori e le casalighe che già ne posseggono uno, e cercano di guistificarne l'esorbitante costo: NON TE NE LIBERI PIU.' Devo porre rimedio a questa precaria situazione affettiva, essere relegato al terzo posto dopo folletto e tv è gia di per sè umiliante, ma sentire il fiato sul collo dei depliant riportanti le offerte degl'ipermercati che vorrebbero scalzarmi dal gradino più basso del podio, è struggente. Ultimamente ho ricevuto diverse segnalazioni da amici podisti con analoghi problemi, che assicurano che più del metodo "ti prometto" trovano benefici in un metodo molto più materiale, denominato "regali". Week-end romantico in una città d'arte (alla mia basterebbe il Week-end), portarla qualche volta fuori a cena, molto apprezzati poi sono i capi d'abbigliamento (meglio se firmati), sempre gradito è il classico mazzo di fiori e ambitissimi sono i piccoli oggetti in metallo prezioso decorati con pietruzze luccicanti. Non posso garantire sulla bontà di questo metodo non avendo mai regalato nulla a mia moglie. "Naturalmente" non è il fattore economico che mi ha impedito di ricorrere alla "gratificazione materiale", è solo che non volevo ridurre la nobile arte della corsa a squallida merce di scambio. Ho deciso comunque che farò anch'io un tentativo ricorrendo a questo metodo, anche se in verità, ricordo che già un paio d'anni orsono, al ritorno da una maratona la portai a mangiare il gelato e se la memoria non mi inganna, scelse addirittura tre gusti.    Prof...iterol  Crema  

ps: Mi sono reso conto di questo scivolone nella "scala dei valori affettivi" durante la fase della giornata denominata "coccole". Prima mia moglie mi "cercava" per le coccole la sera, mentre guardava la tv, ( già di questo, non è che ne andassi particolarmente fiero), ora mi "cerca" sempre mentre guarda la tv, ma solo durante la pubblicità.