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10.000 IN PISTA A ROVELLASCA

                        classifica completa

Nonostante la calura, i presupposti per far bene c’erano tutti. Avevo dedicato quasi due mesi a questo appuntamento, svolgendo vari allenamenti di “qualità”, con l’obbiettivo di infrangere finalmente il muro dei 38 minuti ( 25 giri da correre a 1.31,meglio se 1.30). La sfida lanciata dal compagno Walter, avrebbe dovuto dare ulteriore stimolo alla competizione. Purtroppo per lui a pochi giorni dall’appuntamento, mentre era impegnato in un triathlon, una rovinosa caduta dalla bicicletta l’aveva portato ad abbracciare un albero, che oltre a metterlo ko, aveva provocato una doppia frattura: alla corteccia del tronco, e alla corteccia cerebrale. Un accorato augurio da parte dell’intero gruppo perché possa rimettere in breve la testa a posto. Solitamente numerosi per questo appuntamento di fine agosto ( spostato da Guanzate a Rovellasca) al ritrovo siamo solo in quattro. Pochi ma pessimi. Oltre al sottoscritto, a caccia del personale, c’erano Vengo e Pirata Giacomino a caccia di punti per la classifica del campionato sociale, e a sorpresa, Coscia pallida., a caccia della dignità perduta. Malgrado fosse stato cortesemente invitato a lasciare il gruppo in modo definitivo, si era presentato chiedendo che gli venisse offerta un ultima possibilità. Il buon Giacomino gli aveva teso amorevolmente la mano (quella priva delle tre falangi) ma solo perché utile a dividere le spese viaggio. Siamo inseriti tutti nella stessa batteria, delle tre, quella intermedia. Parto cauto, (troppo) e al passaggio del primo giro il crono segna 1.37. Sono nero, ho già perso 7 secondi rispetto alla tabella. Lascio il gruppone e mi porto a ridosso del secondo, che nel frattempo aveva preso un discreto vantaggio. Il primo purtroppo aveva un passo proibitivo. Mi posiziono alle sue calcagna e si gira a 1.30/1.32 per i successivi 5/6 giri. Cerco in più di un occasione l’allungo, ma inutilmente, riesce a tenermi a bada allungando a sua volta. Al 5000 passiamo in19.08. Dietro (ma anche davanti) il vuoto. Dopo un altro timido tentativo di passare (andato male) ,decido di restare alle costole e farlo “marinare” fino agli ultimi due/tre giri per poi tramortirlo con un allungo da mezzofondista. Non guardo più il crono, ma prendo il “Lap” ad ogni passaggio. Negli ultimi giri doppio in successione: Pirata,Vengo, e Coscia.- Nonostante le prestazioni al limite del vergognoso, sono comunque da ammirare per aver percorso più di 150 km, per gareggiare in pista, nonostante siano specialisti di: Skyrunning (Pirata) Ultra maratone (Vengo,campione Italiano 24 ore nel 2009), Corse gastronomiche (Coscia) 1° Classificato nella celebre “Corsa dell’osso buco” nel 2011- Nonostante i buoni propositi è solo all’inizio dell’ultimo giro che prendo il sopravvento, e con un allungo “letale” lascio sul posto il mio avversario. Taglio il traguardo e fermo il crono: 37.12. E’ euforia allo stato selvaggio. Corro dal mio avversario per complimentarmi e scusarmi per averlo lasciato tirare per 24 giri. Ho ancora il sorriso stampato in volto quando il Coscia afferma di aver concluso in 40.17. La ragione prevale presto sull’euforia: impossibile oltre tre minuti di distacco, avendolo doppiato all’ultimo giro. Una fulminea indagine mi porta ad una orribile scoperta: all’inizio dell’ultimo giro ho premuto lo “stop” invece del “lap”.Di conseguenza il 37.12 era il passaggio al 24 giro. Tempo ufficiale 38.29 (1.17 ultimo giro: unica nota positiva) Avrei voluto tornare dal mio avversario ed insultarlo per aver “tirato lentamente”. Analizzando la gara a mente fredda, è giustissimo così. Sono partito intimorito dai 25 giri, non ho avuto il coraggio di osare e superare un avversario alla portata, ma più di tutto mi sono reso conto di aver sofferto pochissimo rispetto a qualsiasi altra gara in pista o del fosso, dove riesco a correre quasi in “apnea” per svariati giri. Spero solo non sia un segno di decadimento.                                              crema