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BARCELLONA ED IL GENIO DI GAUDI'

FOTO  DI  FORVEZETA

Raggiungere Barcellona con Ryanair è facile con il volo Bergamo-Aeroporto El Prat, distante dal centro pochi km. Prima cosa da fare al banco informazioni, prendere biglietto trasporti ( nel nostro caso T4 costo 21 euro ) valido per 4 giorni su tutti i mezzi pubblici urbani, compreso il treno che in 15 minuti porta alla stazione metro SANTS ESTACIO’. Da qui ci sono tutti i collegamenti possibili ed in poco tempo si è a destinazione. Muoversi con la metropolitana non è un problema, ci sono indicazioni ovunque e tutta la rete urbana è ben servita. Se andate per la maratona, comodissimi gli alberghi in avenida Paral-lel, con la fermata metro a portata di mano, expo e partenza ad un tiro di schioppo. Noi eravamo al Silken Concordia, pulito, economico e consigliatissimo. Come itinerario per visitare la città il più semplice e suggestivo è quello di Gaudì, genio che ha lasciato un’impronta artistica e stravagante, con forme uniche, che son diventate patrimonio dell’Unesco. La Sagrada Familia è la più famosa ed imponente, iniziata nel 1882 è ancora in fase di ultimazione ( le previsioni dicono 2020 ). Per la realizzazione di quest’opera, l’artista scelse di vivere in solitudine in una stanzetta della chiesa in costruzione, fino a quando venne investito da un tram. Per la sua vita nascosta, non venne riconosciuto da nessuno e trasportato ad un ospizio per i mendicanti, morì di lì a qualche giorno, dopo che il cappellano della Sagrada Famiglia gli diede un’identità. Sul grande Passeig de Gracia, parte snob della città, si trovano casa Batllò e casa Milà, splendide per l’ispirazione nel trasformare una residenza in una opera d’arte. Casa Battlò, decorata da mosaici di ceramica e dai balconi con sembianze di scheletri animali, e Casa Milà, da tutti chiamata la Pedrera a causa della sua facciata in pietra apparentemente grezza, offrono immagini suggestive con i camini che dominano la città ed impreziosiscono il panorama. Verso la collina ai bordi della periferia si trova il parco Guell, con le sembianze di un' attrazione per bambini, ma che invece racchiude un’integrazione nel terreno e nella natura, delle varie costruzioni variopinte. Anche da qui si gode una vista panoramica della città, sorvegliata dalla salamandra alchimista, simbolo di Gaudì. L'ingresso principale, con le scale che salgono verso la sala delle 100 colonne, hanno la forma di due serpenti che si attorcigliano tra loro, simbolo della neutralizzazione di due forze aggressive, segno pertanto di protezione, di pace e di salute. La casa Museo, la Grotta dell'Elefante, i giardini curati e i vicoli che si inerpicano sulla collina, offrono momenti di pura ammirazione per quanto fatto da questo maestro dell'architettura. Dopo lo splendore tramandato da Gaudì, altre alternative sono legate ai vari musei in zona centro, dove brilla Picasso, con la sua storia segnata da una trasformazione che l'ha portato a creare opere criticate al momento e rivalutate dopo la sua morte. Puntata anche alla Cattedrale, nel Barrio Gotico, dedicata a Sant' Eulalia, la martire dodicenne il cui corpo è conservato nella cripta in un sarcofago, realizzato nel 1327 da uno scultore italiano ignoto, ed alla chiesa Gotica di S.Maria del Mare, pure del XIV secolo e costruita dalla gente del quartiere e dagli scaricatori del porto. Variopinto il mercato della Bouqueria o mercato St.Joseph, una struttura al coperto situata proprio a metà della Rambla, con frutta, verdura, pesce, carne ed ogni genere di alimentare, impreziosito da profumi e colori accattivanti. Per finire una passeggiata al porto e sulla Rambla e se vi piace il calcio, Camp Nou, a conclusione di una vacanza che non può essere dimenticata. forvezeta
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LA BARCELLONA DI AGNESE

Parlare o scrivere di Barcellona è facile cadere irrimediabilmente nella retorica, ma ciò che ho vissuto e provato in questa splendida città va ben oltre, è stata un"emozione molto più interiore quasi spirituale. Il capoluogo della Catalogna non è solo flamenco, corrida e paella o altri stereotipi turistici, ma, in realtà è una città di notevolissimi contenuti culturali ed artistici, che vanno dall'arte gotica al rinascimento, al neoclassicismo fino alle strabilianti e fiabesche realizzazioni del modernismo, dove Gaudì ha lasciato indelebili tracce creando quell'assunto religioso surrealista che vediamo nelle sue opere. Nella Sagrada Familia, dove esprime la devozione che sale dalla città verso Dio, l'edificio appare come qualcosa che si disfa o si forma offrendo a Dio il tormento esistenziale dell'uomo. Il parco Guell, con le sue costruzioni sbilenche sembra sul punto di crollare, scalinate unite da giochi d'acqua, sculture zoomorfe ricoperte da mosaici e il terrazzo superiore dal quale si gode una panoramica sulla città a 360°. La casa Batlò, un mosaico multicolore; la casa Mila una montagna di pietra dalla quale si sprigiona un'enorme forza vitale con i suoi camini enigmatici e inquietanti. Anche quel genio di Picasso è stato ispirato da Barcellona e viene ripagato dal museo a lui dedicato. Che dire che non sia già stato detto sull'incredibile fascinazione suscitata dalle sue opere!! La fondazione Mirò, mi ha incantata, uno scoppio di colori e di energia libera da influenze e convenzionalismi, armonia e sensualità denotano il suo carattere tutto catalano....si i catalani gente vivace, ospitale "colorata" nelle sue manifestazioni, mi basta pensare all'entusiasmo con cui sono stati accolti i maratoneti, che emozione ragazzi!!! fino alle lacrime, dove la fatica, la determinazione e la voglia di partecipare sono stati protagonisti e travolti da un abbraccio tutto Catalano. Cosi' come la Ramblas, una lunga strada alberata nel cuore della città vecchia, che unisce Placa de Catalunya e Placa Portal De La Pau con la colonna su cui si alza il monumento a Cristoforo Colombo. Su questo viale si può camminare, riposare, giocare, chiaccherare in tutta libertà e, se sentite vibrare, non preoccupatevi è l'efficientissima metropolitana che scorre nel sottosuolo. Sulla Ramblas c'è il gran teatre del Liceu, il popolare mercato de la Boucheria, dove confusione e rumore la fanno da padroni e, dove, possiamo assaggiare frutta, prosciutto, spiedini di pesce dolci e...cioccolato, che ci può dare la carica per raggiungere l'altura di Montjuic e il museo d'arte De Catalunya ed, attraverso una monumentale scalinata raggiungere Placà De Espanya. Avrei ancora tanto da raccontare ma lascio spazio per ringraziare gli amici con cui ho condiviso quest'avventura. Jerry Forvezeta, che con la sua strabordante carica di simpatia ha tenuto allegri tutti quanti, nonostante la tosse ed i crampi. Fabio, che ha fatto un buon tempo alla maratona....molamia!! e, come un bravo diplomatico ha tenuto insieme la compagine riprendendo gli indisciplinati. Alex, ottimo tempo nonostante la cena non appropriata prima della gara, infatti il nostro Cucciolo non l'ha digerita. Paolo, impeccabile e paziente supporter Fo di Pè e guida, con piantina della città alla mano ci ha condotto dappertutto esaudendo i nostri interressi. E,in fine, Roberta che, con il suo grande entusiasmo e curiosità mi ha coinvolto e trascinato in questa splendida avventura fin sopra i tetti di casa Pedrera. Grazie di cuore amici                                                agnese