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CENA SOCIALE E PREMIAZIONI 2010 FO’ DI PE

FOTO  DELLA  SERATA

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Quella consumata sabato sera è stata per me una cena sociale particolarmente attesa, perché all’interno della stessa si tengono le premiazioni del Campionato sociale e del trofeo”Emil Zatopek”. I vincitori si sono rivelati due atleti di alto livello: il “Velo” nel campionato, il sottoscritto nello “Zatopek”. Un salone dello splendido e avveniristico oratorio di S.Paolo d’Argon è adibito a ristorante e sala “feste” per l’importante avvenimento. Il tutto sotto l’occhio vigile dell’organizzazione diretta da ”Spock” che, dell’oratorio, è consulente finanziario. Si mormorava che per festeggiare “l’aver portato a termine la maratona di Berlino” per il dopo cena avesse ingaggiato a sorpresa niente meno che “Ruby Rubacuori”. Tra i volontari in servizio anche il suo miglior amico, col quale condivide la passione della maratona. Non partono mai insieme ma, puntualmente, giungono in coppia al traguardo, essendo l’amico autista della navetta “Servizio scopa”. Sono talmente affiatati che molti atleti ritirati, quando salgono, sono convinti che “Spock” sia il bigliettaio. Il ricavato della serata sarà devoluto proprio a loro per l’istallazione di un impianto mp3 sulla navetta, per allietare i lunghi viaggi ( si consideri che “Spock” si ritira di norma fra il 12km e il 18km). In questa serata di Gala è “concessa” la presenza anche a mogli e fidanzate. Molta attesa era riservata per la consorte di 4primi, volevo curiosare se messa di fronte al cibo era all’altezza del marito. Si rivelerà invece molto più sobria meritandosi l’appellativo di “Due contorni”. Molta tenerezza da parte delle “gravide” mogli di “Gigione” e “Virus”, quest’ultima ormai giunta al termine, comunicava pubblicamente (fra uno scroscio di applausi) il nome della futura creatura: ”Aspirina”. Accattivante invece il maglioncino indossato dalla bella moglie di “Spock” che lasciava intravedere l’ombelico. Si giustificherà dicendo che dopo un errato lavaggio si era “ritirato” (pure lui?). Finalmente le premiazioni: è il mio momento. Un autentica ovazione mi accompagna al tavolo, ma è amarissima la mia sorpresa nel vedere il trofeo. Grandezza naturale, peso di otre 40 kg, (più uno di polvere), età: ad occhio e croce dei primissimi anni 70, ed “orrore”, rappresentava un calciatore che colpiva di testa la palla. Praticamente un riciclo .Resto indignato tra i ghigni della sala. Si passa alle premiazioni del campionato sociale. Subisco l’umiliazione di essere preceduto da quei quattro “motagnini” che corrispondono ai nomi di “Pirata Giacomino”, “Grisù”, “Rasta” e “Vetta”. Vedere la gioia e l’emozione nei loro occhi mi porta comunque a congratularmi. La vita era stata finora avara di soddisfazioni, era questo il loro meritato “riscatto sociale”. Per quando riguarda il campione assoluto “Velo devo dire” c’è poco da dire. La sua vittoria era stata decisa a tavolino verso fine novembre, dopo la decisione di celebrare a S.Paolo d’Argon cena e premiazioni, dove dal menù era escluso il vino. Confidando sulla sua “magnanimità” e sul suo fine palato si era pensato che in caso di vittoria, sull’onda dell’euforia avrebbe gentilmente offerto “bollicine” per tutti. Mai previsione risultò più azzeccata. Ben 10 bottiglie di Ferrari, 4/5 Cesarini Sforza, e andando oltre, si è preso la briga di portare da casa i calici adatti.  IMMENSO VELO.  Purtroppo per lui la premiazione del primo classificato avveniva a fine serata, quando le “sue bollicine” erano ormai terminate, di conseguenza le belle e commoventi parole, ed i ringraziamenti erano salutati dal lancio di turaccioli e perfino da una bottiglia vuota. POVERO VELO (non te lo meritavi) Sebbene la tredicesima posizione risulti ingannevole, quando arriva il mio turno, con enorme sorpresa mi vedo assegnare la vera coppa in sostituzione dell’osceno “trofeo calcistico” riservata al vincitore dello Zatopek. Una coppa vera, con la sua bella targhetta che riportava: 4° Trofeo Zatopek, 1° Classificato, Alberto Cucco. La custodisco gelosamente tra le braccia, e penso subito a dove posizionarla. Il primo pensiero è: sul comò, in sostituzione della foto del matrimonio (ormai è tanti anni che è lì), ma non devo assolutamente sottovalutare la “bestiolina” Alessandro (2 anni). Il pensiero che possa allungare una manina, afferrarla, scaraventarla a terra, mandarla in frantumi, e di conseguenza finire nelle “fauci” del terribile “Folletto” mi spaventa. Nel frattempo mi accordo col “Vetta” per un lunghissimo sulla ciclabile della Valle Brembana per la mattina seguente. Durante la notte mi sveglio di frequente, ho il terrore che qualcuno possa entrare in casa, a sottrarmi la coppa. Alle 5.45 mi alzo (appuntamento 7.45 in sede), mi rendo conto che qualche sconsiderato la sera prima aveva lasciato le proprie impronte (decisamente unte) sul prestigioso trofeo. Prima la pulisco con un delicato sgrassante poi la lucido con la pelle di daino, infine la posiziono in bella vista in cima alla libreria nel disimpegno, dove riesco anche a posizionare un faretto (te lo meriti).   crema