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IL  TRADIMENTO  DI  NATALE

Nei giorni scorsi, mentre ero dedito al mio “angolo della posta” ( niente di nuovo, qualcuno si congratulava per gli articoli, molti altri minacciavano querele), la mia attenzione veniva improvvisamente catturata da una busta . Per la prima volta si poteva distinguere chiaramente una calligrafia femminile. Un ammiratrice? Finalmente, l'avevo sempre sognata. Nonostante le mie foto pubblicate sul sito siano chiaramente fuorvianti (non appaio mai particolarmente attraente), questa volta ero convinto di aver fatto comunque colpo. Scavalco il contenuto della lettera, e invasato di adrenalina vado direttamente alla firma per conoscere l'identità della fanciulla. Amarezza e frustazione accompagnano la triste scoperta : S.Lucia. Mi scriveva per lamentarsi dell'aiuto ricevuto la notte tra il 12 e il 13 da parte del Fò di pe, Grisù. Oltre ad essere stata abbandonata ai margini della strada, denunciava la scomparsa di alcuni giocattoli, tra cui un rarissimo trenino d'epoca che le era costato un occhio (con l'altro aveva aquistato un somarello). Le ho risposto di non “scassare”, perchè su Grisù avrei messo la mano sul fuoco, inoltre ero già sufficientemente depresso perchè mi aveva illuso. Sono avvilito! Solo la sera del tradizionale scambio di regali tra Fò di pe ritrovo il buon umore. Grazie Coscia! Affinchè non mi annoiassi a contare i giorni che mi separavano dal rientro alle corse, mi regalava (sottobanco) uno di quei prorompenti calendari che si possono ancora ammirare sulle cabine dei tir, oppure all'interno delle auto-officine autorizzate. Il calendario dell'avvento...della Bernarda. Per poter appenderlo in casa ho dovuto montare due tendine per coprire gli enormi capezzoli della signorina che rappresentava il mese di gennaio, meglio conosciuto come “ Il turgido”. Generoso il falegname Pirata Giacomino, che mi omaggiava di un elegante plantare in mogano. Ma era solo grazie alla sensibilità del Rasta, che si privava di una ciocca della sua preziosa e folta chioma, per far si che l'adagiassi sul plantare stesso (all'altezza della fascite) , che riuscivo ad utilizzarlo. Commovente il Grisù, che pensando al mio Alessandrino, mi regalava un meraviglioso trenino , che giurava fosse appartenuto al suo bisnonno (mentre un calore insopportabile mi avvolgeva la mano). Infine un grazie di cuore al Forvezeta, da lui il dono più prezioso, un ciondolo con appeso un frammento del suo metatarso fratturato. Giurava che mi avrebbe portato immensa fortuna per tutto il 2012. Mentre il palmo della mia mano destra si posava dolcemente sulla “patta”, giungeva come un fulmine a ciel sereno, una notizia sconcertante. Il migliore, il numero 1°, il fiore all'occhiello, la punta di diamante, Gian, sporannominato Splendido, era in procinto di lasciare la società per approdare in altri lidi. Decisione irrevocabile! Per noi inaccettabile, e dopo un breve e concitato summit, ecco la sentenza unanime: o con noi, o con nessuno!! Bisognava quindi eliminarlo, e farlo sparire, nonostante timori e riserve. Acuta ad esempio l'osservazione dell'attento Velo, che faceva notare che il nome di battesimo dello Splendido era Gian Natale, di conseguenza la sua scomparsa in questo periodo non sarebbe passata inosservata. Tre le proposte prese in esame per la soppressione del traditore. 1) Soffocamento. Essendo la sua professione quella del fiorista, costringerlo (sotto la minaccia di un arma) ad ingoiare due kilogrammi di margherite. Si poteva simulare il suicidio passionale se si fosse riusciti a fargli firmare una lettera, dove dichiarava che avrebbe cominciato a sfogliare margherite in un drammatico m'ama, o non m'ama commestibile. Era ancora il vigile Velo però a puntualizzare, che oltre alle difficoltà di procurasi l'arma, non era stagione di margherite. Mannaggia! 2) Incidente. Farlo investire dal carretto di S.Lucia. Questa volta era il Grisù ad intervenire, assicurando che S.Lucia non era la persona adatta per i lavori di precisione. C'era il pericolo di incappare in uno “scambio di persona”. Meglio evitare. 3) Avvelenamento. Questa, oltre ad essere la meglio praticabile era anche la più economica. In sede era gia presente l”arma”: la bottiglia di vino bianco del Dotto. Ne sarebbe bastato un solo sorso, e non avrebbe neppure sofferto. ( anche se qualcuno auspicava il contrario). Alla riunione straordinaria per pianificare tutti i dettagli, erano presenti, oltre ai vertici dirigenziali (Vengo,Velo, Pannocchia e Forvezeta), i quattro “cervelli”. Sono considerati tali, per via della loro intelligenza, titolo di studio, professione, ed autorevolezza all'interno della società. 1) Il geologo Cucciolo, a lui il compito di sondare il terreno adatto alla sepoltura. 2) L'ingegnere civile Battiato, a lui sono riservati i calcoli per il cemento armato e la progettazzione del tumulo. 3) L'esperto economista Soldatino, è lui che deve analizzare i costi e contenere le spese. 4) Il salumiere Crema, per un eventuale corona di cotechini. Ora si trattava solamente di invitare il disertore per il brindisi di fine anno ( e non solo di quello!). Per stimolare la sete, la Lacrima aveva sfornato una deliziosa torta Paradiso lievitata con Paneangeli. Il delitto perfetto! Non so ancora cosa, non so perchè, ma quella sera, qualcosa non andò per il verso giusto. Forse la decisione di ordinare e far portare direttamente a lui la corona di fiori non si era rivelata azzeccata. Secondo Soldatino avremmo però risparmiato qualcosina rispetto a quella di cotechini. Una leggerezza era stata commessa probabilmente anche da Brontolo (lui lavora veramente per un agenzia di pompe funebri). Quella sera aveva abbandonato il suo inconfondiile stile “casual” ( un anonima e logora tuta da ginnastica), per un elegante completo nero, cravatta viola, crisantemo al taschino e listino prezzi sotto braccio. Inoltre non è ancora stata svelata, l' identità dell'idiota che ha sostituito al centro del tavolo, le abituali riviste “correre”e “running” con i testi dei salmi funebri. Tant'è che al momento del brindisi l'infedele anziché la torta, ha mangiato la foglia. Mentre tutti alzavano i propri flute di champagne rosè, lo Splendido con il gomito urtava volontariamente il suo “bianchino” rovesciandolo sul tavolo. Alcune gocce cadevano inavvertitamente sui piedi del povero Pannocchia procurandogli ustioni di primo e secondo grado. Approfittando del parapiglia, lo Splendido con un gesto atletico di notevole fattura, balzava dalla finestra (evitando un paio di stampelle lanciate brutalmente al suo indirizzo) e scompariva nell'oscurità. Ammirevole il tentativo del Virus di inseguirlo a piedi. Sebbene sia riuscito a svignarsela auguro a Gian e a tutti i podisti un felice Natale ed un nuovo anno ricco di soddisfazioni.                                              CREMA