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MARATONA DEL RISO COL RAVANELLO

C’è da dire che al riso in fin dei conti ho sempre preferito la pasta… però l’ immagine di quel traguardo in quel viale alberato e ombreggiato di inizio maggio mi ha sempre attirato, era già da qualche anno che avevo in testa di tagliare quel traguardo e insomma eccoci qui, ci risiamo! Un mese fa mi maledivo non tanto per essermi iscritta alla maratona di Treviso, in fin dei conti bastava non andarci.. quanto per aver iscritto anche mio cognato! perchè se va lui ci devo per forza andare anche io! e non basta accompagnarlo.. NO! devo per forza correre anche io (il perchè non l'ho mai capito.. forse per avere la certezza matematica di averne ancora una dietro o forse per il gusto di vedermi arrivare al traguardo quando lui è già sdocciato e profumato e dirmi: allora andiamo? ah...tu devi ancora fare la doccia!). Insomma... il lunedì, cioè il giorno dopo la maratona di Treviso, non so come mai sono entrata nel sito della maratona del riso ma l'ho fatto.. e 24 ore dopo ero iscritta a Vercelli. e quindi a distanza di un mese sono qui ancora, stessa storia, ore 5 suona la sveglia, esattamente come un mese fa, mio marito mi da la carica di prima mattina dicendomi: “piotost chen da a fa ona maratona ma sa sbare in di ……”. Per fortuna che lui non viene altrimenti sai che incitamento dalla Val Seriana a Vercelli? Arrivo un’ora e un quarto circa prima della partenza, l’atmosfera non è quella delle grandi maratone ma questo si sapeva, poca gente in giro, tutto molto semplice e ridimensionato. Ritiro il pettorale, mi cambio ed è ora di fare riscaldamento. Alle 9 tutti pronti al via, partono i roller e subito dopo la maratona che vedrà vittoriosi Vito Sardella in 2:26 e Catherine Bertone in 2:45. A seguire la gara di 10 km dove i primi, a causa di segnalazioni errate, sbaglieranno strada… La mia gara parte tranquilla e regolare, guardo l’orologio e giro tranquillamente a 4:45, le sensazioni sono buone e sento che oggi è giornata. Arrivo al primo ristoro e mi prende un colpo! Noooooo ci sono i bicchierini di carta! E’ più forte di me, io dal bicchierino non riesco proprio a bere, me ne va dappertutto è piu’ quella che mi va su dal naso che quella che va in gola, ne afferro uno al volo (siamo solo al 5° km) e ingoio 1/10 di quella che c’è, il resto va ovunque… Proseguo, si capisce subito che tra un paio d’ore il sole si farà sentire, non ho alternativa o mi fermo ad ogni ristoro (perdendo 30/40 secondi) cammino veloce e bevo o dopo la mezza conoscendomi muoio di sete! E così faccio, preferisco perdere qualcosa piuttosto che morire disidratata. Continuo ad avere sensazioni positive nonostante dal 7° km rimango sola.. non trovo nessuno al mio stesso passo, la maratona prosegue in lunghissimi rettilinei piatti (ad accezione di 5/6 cavalcavia in 42 km) assolutamente solitari dove l’unica compagnia che hai sono risaie a destra e a sinistra. Si avvicina la mezza, passo bene ed ho sempre una proiezione leggermente inferiore alle 3 ore e 30 anche se so di aver perso qualche minuto tra ristori e breve sosta forzata in “bagno” al 18° km. Penso già ai prossimi 10 km da fare tranquilla mantenendo l’andatura mentre il sole (detto più comunemente “ravanello” quando si trova esattamente sopra la testa e comincia a scottare di brutto) inizia a fare vittime lungo il percorso. Arrivo al 28° km e trovo l’assurdo.. una curva a sinistra di circa 358 gradi porta all’ingresso di una cascina, il fondo è in ghiaia pura di 5/6 cm…, facciamo il giro intero della cascina (circa 200/300 metri) per poi riuscire esattamente da dove siamo rientrati e riprendere il lungo rettilineo. Perche’???????? ma quello che ha disegnato il percorso ha mai corso per 28 km di fila? E mentre continuo a chiedermi spiegazioni arriva il buio più totale. Una crisi pazzesca che mi obbliga a qualche decina di metri di camminata. Mi assale una sete incredibile ma sono esattamente a metà tra un ristoro e l’ altro.. mi guardo in giro ci sono solo pianura e risaie e qualche volto sofferente che probabilmente ha già incontrato il buio qualche km prima di me. Da qui in avanti gli spugnaggi sono “volanti”.. nel senso che vuoi la spugna bagnata ti abbassi a raccoglierla in strada ti avvicini alla vaschetta che è posizionata per terra (perché non c’è il tavolo) e te la bagni. E’ una sofferenza unica.. mi obbligo a continuare perché scopro che non esiste un servizio ritirati (così mi dicono) c’è solo il servizio scopa (che vuol dire arrivare alla fine in 5… 6 ore????) no assurdo, arriverò camminando ma arrivo con le mie gambe. Nonostante tutto guardo il cronometro e ho sempre una proiezione sotto le 3 ore e 40, tanto vale tenere duro e chiuderla così; del resto Traviso mi aveva dato un’idea di quale poteva essere il tempo di arrivo, forse ho azzardato troppo nella prima metà e la temperatura non era da maratona. L’orgoglio mi porta a fare gli ultimi km a 5’ (complice il fatto di essere affiancata da un rompi scatole che voleva pure chiacchierare…) e chiudo in 3:39 nel bellissimo viale alberato e unico punto ombreggiato di 42,195 km! Ritiro la borsa e scopro che non ci sono le docce! Torno al ristoro finale e sento ragazzi lamentarsi del fatto che al loro passaggio ai ristori era finita l’acqua! tremendo!!! Restare senza acqua oggi voleva dire restare senza benzina! Pazzesco… quasi mi sento in colpa di aver bevuto 4 mezzi bicchieri (perché ti davano i mezzi bicchieri) al 35° km mentre la signora mi diceva: basta!!! Ci sono anche gli altri!!! L’idea di chiudere comunque sotto le 3 ore e 40 mi ha portato a non risponderle e proseguire… Incrocio un ragazzo che conosco, resto malissimo quando mi dice che era il suo esordio in maratona ma essendo arrivato “tardi” non ha la medaglia di ricordo perché erano FINITE!! No questo è troppo.. gli regalo la mia col cuore! Insomma… qualcosa da sistemare a livello organizzativo rimane decisamente, meglio il pacco gara con una maglietta ricordo arancione di cotone, un paio di calzini, mezzo chilo di riso del posto (dopo tutte le risaie viste che mi escono dagli occhi penso che per almeno 6 mesi non lo mangerò) un pacchetto di fazzoletti di carta, due integratori e i buoni pasto per un primo e un secondo. Preferisco non fermarmi al pranzo, riparto tutto sommato soddisfatta, non tanto per il tempo finale quanto per le sensazioni provate per i primi 28 km, si riparte da qui per la prossima maratona autunnale, ora ci aspetta il fosso!    molàmai