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NEW  YORK  MARATHON  2011

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La maratona di New York diventa sempre più il sogno di molti runners e porta non poche preoccupazioni all’organizzazione. Sono 61.000 gli iscritti ufficiali con oltre 48.000 classificati, le domande di ammissione hanno toccato quota 160.000. Si sta pensando di fare un qualcosa di rivoluzionario, una maratona al Sabato ed una alla Domenica, intanto già dal 2013 taglio alle iscrizioni di diritto e tempi di entrata abbassati mediamente del 25%. La città si stringe attorno all’evento ed accoglie atleti da tutto il mondo, gli Italiani sono quasi 4.000. La vigilia è ricca di avvenimenti ma tutti guardano il cielo, si augurano che continui a colorare i grattacieli e rendere ancora più caldo l’avvicinamento alla gara. L’azzurro che fa da sfondo a Manhattan si presenta luminoso già dalle prime ore dell’alba di Domenica e Staten Island si anima con i mille bus che trasportano i protagonisti della New York Marathon. La temperatura è gradevole e sale fino allo schieramento sul ponte di Verrazzano, quando viene bloccata dai brividi che attraversano il corpo, per un’esibizione live dell’inno americano. Come da prassi, le partenze sono scaglionate in tre orari diversi, distanti 30 minuti l’uno dall’altro, con l’avvio dato dal colpo di cannone alle 9,40. Il lungo ponte che unisce l’isola a Brooklin viene ritmato dai passi dei primi 14.000 e l’incontro con il pubblico avviene subito all’ingresso del quartiere. Si rivivono le emozioni delle edizioni precedenti con il gran trambusto ed il vociare incessante. Passano i km e la strada tradisce per le leggere e continue variazioni altimetriche, già prima del passaggio nel Queens i muscoli sentono la fatica. Il fiume di folla ai bordi della strada si limita al passaggio nel Bronx, dove l’atmosfera cala e l’ambiente si quieta. Il caldo atipico per la stagione sfianca parecchi concorrenti, nonostante i numerosi ristori, praticamente uno ogni 2 miglia. Il finale in Central Park esalta i muscolarmente preparati e porta verso il traguardo l’interminabile fiume umano che per un giorno si appropria della città. Gli ultimi 600 metri sono una parata di saluti prima di oltrepassare la linea di arrivo e gioire per aver terminato una delle Maratone più belle. La gioia è grande e premia in primis la fò di pe Maria, esordiente nella grande Mela e autrice di una prestazione maiuscola, che la vede al 3° posto tra le Italiane, con il tempo di 3h00’25’’. Oltre alla bravissima Lacrima presenti anche Walter 3h14’16’’, Onga 3h36’07’’, Forvezeta 3h42’12’’, Sei Secondi 4h04’15’’. Della compagnia anche SuperSimo dell’Altitude 3h18’02’’ e PG Gabellini del Triathlon Bergamo 3h19’20’’. In conclusione una grande gara che merita di essere vissuta almeno una volta………e poi ci si innamora.             FORVEZETA