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LA DELUSIONE NEI 5.000

CLASSIFICA

Le premesse parevano ottime. I famigerati “circuiti di forza” svolti diligentemente con risultati soddisfacenti, l’apparato muscolare revisionato per l’occasione, l’aver evitato di gareggiare nel periodo ravvicinato all’evento e riuscire a perdere anche un paio di kili. Il tutto per affrontare nel migliore dei modi quello che ho considerato l’appuntamento clou della stagione estiva: il 5000 in pista del master tour. Fra tutte è sicuramente la gara dove riesco ad esprimermi al massimo delle capacità e di conseguenza ad ottenere i risultati più soddisfacenti. Ho solo tre precedenti: 17.53 (2009) 17.47 (2010) 17.38 (2011) l’obiettivo è rosicchiare ancora qualcosina. Il sogno più recondito invece: 17.30 e “listellare” per la terza volta consecutiva il compaesano Locatelli Luca. Qualsiasi prestazione sotto i 18’ non sarebbe comunque disprezzata. Oltre i 18’, il fallimento! Una sessantina circa gli iscritti, suddivisi in tre batterie. Mattatori della serata, gli atleti dell’Atletica Marathon Almenno che si aggiudicano tutte e tre le batterie. La prima –nella quale si era fatto inserire per impegni di lavoro, evitando così lo scontro diretto- è dominata proprio dal Locatelli, che correndo in solitudine chiude brillantemente con il personale di 17.26. Sinceri complimenti a lui - e lo dico a malincuore. Grande anche il Fò di pe Dotto che chiudendo in 23.43 mette l’ipoteca sul titolo provinciale MM 75, per il quale sarebbe disposto a rinunciare alla pensione. Nella seconda padroneggia l’intramontabile Marco Busi 17.10, con commovente prestazione del nostro Pirata Giacomino 19.57. Nella terza è già motivo di orgoglio essere presenti. All’ormai inseparabile e fortissima triade composta da Togni Franco (battezzato dal sottoscritto nell’edizione 2010) Gazzaniga Abramo e Manzoni Claudio, risponde il trio dei runners bg con Driss, Gatti e Narduzzi ( battezzato dal sottoscritto nell’edizione 2011). Vi sono poi atleti di assoluto valore come Cortesi Andrea, Togni Roberto ( epico il “volatone” che mi ha visto soccombere negli ultimi metri nella scorsa edizione), Perico Alex ( è una vita che non lo battezzo) e Rota Ermanno ( mai battezzato). Io, accanto al compagno Ale e al piccolo Angelì Bordogna - col quale avevo un conto aperto- mi sento pronto a battagliare. Grande assente tra i master-ma presente tra il pubblico- Gian Giuda Moretti, che riusciva a manipolarmi il Garmin prima della partenza. Diceva che avrei avuto riferimenti ad ogni giro, che mi avrebbero aiutato…Ed io incosciente a dargli ancora fiducia… Si parte! Gruppo compatto e andatura non eccessivamente elevata. Dopo il primo giro e mezzo, premo il “lap” e guardo il crono, non appare il tempo totale ed il tempo del giro è oscurato da un misterioso quadratino che impediva la visione del display. Porco Giuda… Quello che dall’esterno -il Coscia Pallida- doveva prendermi i tempi e dettarmi i ritmi se ne era andato a casa dopo il primo giro perché terrorizzato dal buio. I più forti sono comunque ancora vicini e questo mi da l’illusione di andare forte. Dopo 5/6 giri il gruppo dei big allunga, io resto nelle retrovie e seguo la scia di Rota Ermanno. Nel frattempo il Bordogna, che aveva fatto il leoncino nei primi giri, viene risucchiato e prende il posto che gli compete: alle mie spalle! Gli incitamenti del pubblico non mancano. Tra i sostenitori, due meravigliosi esemplari di femmina: Lara e Roberta. La prima - ormai onnipresente col suo Gian -aveva appena terminato un 5000 donne, reso –con la sua partecipazione- particolarmente stuzzicante . Si era fatta apprezzare per il suo stile di corsa, in modo particolare nelle “curve”. Nel rettilineo risaltava invece il suo abbigliamento color confetto, che le conferiva un aspetto simile a quello di una soffice focaccina, farcita di prelibatezze. La sua carnagione ambrata le donava infine quel senso di doratura croccante che la rendeva pronta al morso. La seconda, Roberta Locatelli , oltre che mamma di due splendide bimbe, un marito così così, è bella, posata ed intelligente. Si stenta a credere che quel Luca Locatelli sia il fratello. A 4 giri dal termine lancio l’attacco all’Ermanno Rota, che riesco a superare e distaccare abbastanza agevolmente. Non vedo il tempo ma sono parecchio affaticato e l’atleta che mi precede- Togni R.- ha troppo vantaggio. Non me la sento di sferrare ulteriori attacchi. Tengo abbastanza bene fino alla fine e concludo con un ultimo giro in progressione. La batteria è vinta da Abramo Gazzaniga in 17.08. Io, mi tolgo la soddisfazione di aver preceduto per la prima volta al traguardo l’Ermanno Rota , di aver ristabilito i ruoli con il Bordogna e di essermi classificato 2° assoluto nella cat.MM45. Non riesco a vedere il tempo finale, il crono segnala solo l’ultimo giro corso in 1.22. Lo scoro anno l’avevo corso in 1.15. Che non avessi fatto il personale era intuibile, perchè non sono stato capace di soffrire come nelle scorse edizioni, dove partivo ed arrivavo alla canna del gas. Questa volta credo di aver dato tutto, nelle precedenti riuscivo ad andare oltre. Apprendere però di aver concluso in 18.02, mi riempie di amarezza.      CREMA