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UNA  LENTA  RIPRESA

Non è mai facile smaltire la delusione procurata da una maratona conclusa in modo fallimentare, nemmeno per me che sono un affezionato podista a questo tipo di epilogo. Questa volta raccogliere e ricomporre i cocci si sta rivelando un autentica impresa. Per la quarta volta consecutiva - la settima, delle ultime otto- tagliavo il traguardo in condizioni drammatiche, dopo essere “saltato” mestamente tra il 19km e il 32. Come porre rimedio? 1) Cancellare dal mio vocabolario il termine “maratona”. 2) Ritrovare un minimo di elasticità muscolare. 3) La più onerosa! Cercare di riconquistare gli affetti famigliari che si erano smarriti irrimediabilmente al mio ritorno da Piacenza 04/03. L’otto marzo, festa della donna, cadeva giusto a puntino. Non mi ero lasciato contagiare dalla banalità della mimosa, ma avevo puntato su qualcosa di più intimo e personale. Per la mia “paziente metà”, avevo preso un etto di speck, tagliato sottile, come piace a lei. Il tutto senza trascurare la principale caratteristica: la fetta doveva essere composta da un quarto di parte grassa e tre quarti di parte magra. Alla busta avevo allegato anche un biglietto di auguri - il retro dello scontrino fiscale- che riportava le seguenti frasi. “ La parte bianca corrisponde al candore dei miei sentimenti, quella rossa è la fiamma che alimenta le nostra passione. Annusando potrai coglierne anche l’affumicatura”. Mi ero commosso pure io nel vederla piangere . Dopo aver sistemato gli affetti con gli affettati, ho l’occasione di dare un ulteriore prova di maturità. Al socio Fò di pe Ale, che mi spronava a non mollare e mi invitava a partecipare ( per vendicarmi) alla maratona di Milano del 16/04 , avevo risposto categoricamente e senza tergiversare: - Nooo!!!!!! Piuttosto me ne sto a casa in famiglia- . Il prossimo appuntamento è fissato per il 01/04, Gazzaniga: prima edizione della mezza maratona sul Serio. Ho promesso all’amico Luca che avremmo partecipato insieme, lui garantiva di aver debellato la dissenteria. Ho quattro settimane per smaltire i postumi e ritrovare un minimo di elasticità muscolare. Dopo sei giorni di assoluto riposo, - di cui tre di malattia- riprendo a correre. Come prima uscita mi impongo 8, max 10km al 5.30. Le mie buone intenzioni vengono subito messe a dura prova da un “podista della domenica”che, in tuta ginnica, I-pod e k-way, trotterellando sgraziatamente, mi sorpassa. Schiumo dalla rabbia, ma non raccolgo la provocazione e gli lascio strada, farabutto! E’ rarissimo che qualcuno mi passi in allenamento. La scorsa estate mi è capitato un paio di volte sulla ciclabile della Quisa. In entrambi i casi avevo subito il sorpasso da parte del runner Franco Zanotti, ma lui, l’avevo perdonato. Fatico tremendamente a riprendere una forma accettabile e decido di dare priorità al riposo. Nelle prime due settimane solo 4 uscite di cui tre di lentissimo. Ci vogliono 18gg prima di trovare il coraggio di presentarmi di fronte al mister Giamba, fresco vincitore del campionato provinciale di corsa campestre categoria M45. Per conquistare il prestigioso titolo aveva semplicemente svolto gli identici lavori che consigliava anche me. L’unica differenza è che io dopo il mese di gennaio non li avevo più seguiti e mi ero buttato sulla maratona (sic!). Manca ormai meno di una settimana all’appuntamento e sono ancora nel tunnel. Con gli anni, i tempi di recupero si allungano ed io non mi sento più il Crema di un tempo.                CREMA