• home • fò di pe • gare • classifiche • fotorisultati • allenamenti • la cremeria

VERTICAL COCA 2012

CLASSIFICA

Parte dal paese di Valbondione e arriva al rifugio Coca, questa corsa denominata Vertical, per via dei 1000 metri di dislivello da affrontare in soli 4300m. Considerando che il primo km è su strada asfaltata in leggera salita ed è l’unico veramente corribile - dal paese porta all’imbocco del sentiero- il dislivello di sviluppa sui restanti 3300m, rendendo la corsa un autentica arrampicata. Io, che soffro anche i cavalcavia e non ho quindi nessuna possibilità di competere, la inserisco nella voce “escursioni devastanti”. Ho deciso di iscrivermi, perche nel 2007 durante un ascesa proprio al rifugio Coca, il cuore di un carissimo amico– definizione fin troppo riduttiva- ha smesso improvvisamente di battere. In suo ricordo, si è deciso tra amici ed in collaborazione con l’organizzatore Mario Poletti di inserire nel percorso un traguardo volante alla memoria. Compagno d’avventura in questa “scalata” il fidatissimo amico Romeo. Lo avevo già collaudato in veste di “palo” durante i furti di agrumi in quel di Siracusa. Pareva affidabile… Giornata splendida, e circa 250 iscritti tra cui il sei volte campione del mondo di corsa in montagna, Marco De Gasperi ed il fortissimo portacolori dell’esercito Bernard De Matteis. -Effettivamente il nome Crema, in questa manifestazione passa inosservato- Stranamente sono anche l’unico rappresentante dei Fò di pe. Meglio così, all’arrivo nessuno potrà dire di aver spalmato Crema sul proprio panino. Il percorso lo conosco bene, di conseguenza posso stimare il mio crono in un h 1.05/1.10. Cinque minuti circa sull’asfalto, un oretta sui sentieri, cinque minuti di tolleranza. Unica tattica, partire come una saetta per evitare gli annunciati incolonnamenti all’ingresso del bosco. Mi considero un discreto podista da strada e penso di non aver particolari difficoltà per arrivare all’inizio del sentiero tra i primi 50/60. D’altra parte, sono tra montagnini, correranno come cinghialotti- pensavo! Povero illuso!!! Dopo 200m ho le gambe inchiodate, sono preceduto da un numero spropositato di concorrenti e subisco una marea di sorpassi: sono esterrefatto! All’imbocco del sentiero sono già a pezzi e mi ritrovo tra un nugolo di camosci e stambecchi scatenati che urlano e saltano. Sono ancora alla ricerca del passo adatto quando subisco il primo incoraggiamento-sarcastico. E’ ad opera della bella ( quando aveva i riccioli!) Isabella Labonia. “ Crema, stammi dietro che ti faccio fare il tempone!”. Non ho la forza di risponderle, ma penso: “Cristo!! Se fosse cosi semplice, anziché stare dietro a te, starei direttamente alle costole del De Gasperi, così, oltre al tempone andrei anche a premi!” Affermare che le Vertical sono belle perché ti godi il panorama montano è una “balla monumentale”. L’unica cosa che evito è proprio guardarmi in giro o alzare la testa. Le scarpe dell’avversario che mi precede e le foglie di faggio alternate a pietre ed erba, sono l’unica immagine che mi accompagna durante l’ascesa. Per quanto riguarda l’udito, la suggestione dell’elicottero che sorvola le nostre teste si alterna ai lamentii del Romeo che già denuncia principi di crampi e contratture. Tranquillo Romeo, ci son qua io, non ti abbandonerò, arriveremo insieme il traguardo. Ero stato colto dal famoso “spirito del montagnino”, sempre solidale con l’avversario vicino. E’ in questi attimi che non riesco a darmi pace per l’S.M.S infuocato, ricevuto in mattinata dal Pirata Giacomino. Nel resoconto dei 5000m del master tour gli avevo erroneamente –ma in buona fede- attribuito il tempo di 19.57 contro l’effettivo 19.51. Era andato su tutte le furie augurandomi indicibili sofferenze al Vertical. Ma come? Possibile che la stima e l’affetto che nutro nei suo confronti, siano messe in discussione da sei insignificanti secondi? Ingrato! Quei valori che stavo apprendendo durante la salita erano probabilmente a lui sconosciuti. Nel frattempo raggiungiamo tra gli applausi degli amici più cari il traguardo volante, posto poco dopo l’uscita del bosco, all’attraversamento del torrente. Il più è fatto, l’ultimo strappo è speso nello spronare un Romeo ormai alla frutta -ridotta in macedonia- a non mollare. Tra i vari incitamenti di un pubblico numeroso e caloroso, si distinguono le urla di un fan che mi rimprovera di non aver partecipato alla prova del Fosso la sera precedente, per preparare al meglio il vertical. Non ho la forza di rispondere ma penso: “Avrei dunque potuto fare peggio?” Intanto si attraversa per la seconda volta il torrente e mancano 200/300m all’arrivo. Non mollare Romeo che è finita! Dai dai! Su su! Sul suo volto leggevo chiaramente la sofferenza ma anche la gratitudine nei miei confronti. Eccolo all’ultimo tornante, sembrava cedesse di schianto, ma all’improvviso dai suoi muscoli atrofizzati ecco il guizzo per precedermi all’arrivo. Resto basito! Risponde che non era un escursione, ma una gara. Io non l’avrei mai fatto e chi mi conosce lo può tranquillamente confermare... Accetto quindi la sconfitta e gli porto pure da bere perché è steso, sfinito e mi fa tanta tenerezza. Quando tutto pareva definito, ecco l’inaspettato annuncio via megafono, un annuncio che recherebbe sconforto a qualsiasi concorrete. “Alcuni pettorali, tra cui il 104 (il mio) sono pregati di recarsi al tavolo dei giudici cronometristi, perché non risultano arrivati”. Eccomi!!! “Sono Cucco Alberto, n°104”- il giudice: “Si ricorda con che tempo ha concluso?”- rispondo - “ Come no, h 1.07 e pochi secondi, arrivato insieme al N°241, Testori Romeo, in verità io, un attimino prima” Giustizia è fatta, alla classifica morale corrisponde anche la classifica ufficiale. Cucco 179°, Testori 180°. E’ questo il mio famoso “spunto finale”. La gara è vinta da Bernard De Matteis in un emozionante finale testa a testa con Marco De Gasperi. Entrambi chiudono in poco più di 39 minuti. Mostruosi!!! Il dopo corsa si differenzia dalle gare su strada per l’ambiente nel quale si è circondati, che con la complicità del sole, è reso di impareggiabile bellezza. A dare più gusto alla giornata, il pasta party incluso nel pacco gara, insieme ad una bella maglietta tecnica. Complimenti all’organizzazione per questa bellissima e riuscitissima “festa della montagna”. L’emozione, misti ad orgoglio e un po’ di commozione, mi penetrano nel premiare De Matteis, primo al traguardo volante, dedicato a chi non ha potuto essere presente ad applaudire. La sorte, a volte arriva e si piglia qualcuno, senza preavviso, senza motivo. Si resta smarriti e privati di affetti preziosi ed insostituibili. E’ inutile porsi troppe domande, funziona così! Come banalmente si usa dire, “siamo di passaggio”. E’ per questo che cerco di viverla intensamente, senza lasciare nulla di intentato ( vertical incluso) e se possibile lasciando anche un impronta. Io sono stato fortunato, ho avuto un amico che ha tracciato solchi.                                                        CREMA