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GIRO DI SCANO - LA GRANDE BEFFA

La parrocchia di Scano organizza nell'ambito della festa patronale, una corsa/camminata di 5 km all'interno del comune di Valbrembo, alla quale mia moglie vorrebbe partecipare con i figli. Io ovviamente declino l'invito con la scusa che la domenica corro minimo un ora e poi, dico: "sarÓ sicuramente una camminata per famiglie" Le cose cambiano quando, sabato sera il socio F˛ di pe Rasta mi fa notare che al primo classificato spetta un buono pasto per due persone da consumarsi all'interno della festa. Sono comunque dubbioso perchŔ francamente mi sembra di essere un approfittatore. A fugare ongi perplessitÓ ci pensa subito mia moglie elencando i seguenti motivi: 1) Alla festa verremmo comunque a cena 2) Lei ed i bambini avrebbero partecipato in ogni caso alla camminata 3) Io dopo l'arrivo, avrei potuto andare avanti a correre quanto volelo. Si trattava di fatto di unire l'utile al dilettevole. Ci presentiamo puntuali alle 8.45, e ci sono 51 iscritti, in prevalenza mamme e bambini. Nell' indifferenza lascio cadere lo sguardo ai piedi di quei pochi ragazzi partecipanti per avere un idea se ci fosse qualche podista "vero". Conto solo due paia di scarpe da corsa: uno Diadora l'altro New Balance. Il primo si stava accendendo la sigaretta (uno di meno) il secondo aveva il cane al guinzaglio (pure!) Penso: "non c'Ŕ proprio nessuno" Malgrado questo, quando lo starter (dopo aver illustrato verbalmente percorso, ristoro, controllo, ecc.) ci invita alla partenza trovo la forza di farmi largo tra i bambini per partire in pole. Decido comunque di fare un buon allenamento e prendo subito il comando. Nei primi 200/300 metri sento alle costole il rumore di passetti brevi e ravvicinati e le urla di ua madre: piaaano ralleeenta,scoppi! Non trovo il coraggio di voltarmi ma era sicuramente un bimbo partito a razzo che mi lanciava la sfida. Il percorso Ŕ un "Valbrembo al galoppo" in versione ridotta, Ŕ ben segnalato da frecce e personale, le pettorine numerate consegnateci alla partenza conferiscono serietÓ alla competizione. Dopo un km ho giÓ fatto il vuoto, si percorre una ciclabile poi un altra che porta verso le cornelle per poi risalire e ripercorrere la prima ciclabile e dopo circa km 3,5 incrocio moglie figlia e passeggino con piccolo Ale ( appena transitati al primo km) che mi salutano calorosamente, fiere di vedermi "sfrecciare "davanti a tutti. Mentre mi involo verso il traguardo penso a mia figlia Francesca di sei anni (che un mese fa mi aveva visto arrancare nelle ultime posizioni stremato nella Mezzoldo/Ca S.Marco) che finalmente la sera avrebbe stressato tutti: sai che il mio papÓ ha vinto la corsa? Ecco l'arrivo, oltre a un organizzatore ci sono anche 3, forse 4 spettatori che sorpresi di vedermi giÓ al traguardo si coplimentano e chiedono il tempo: 17.24 (il secondo mi diranno poi, arriva con oltre 5 minuti) capisco subito che non erano 5 km, infatti il Garmin segnava km 4.55 media 3.50, pi¨ che soddisfatto. La mia prima vittoria (forse l'ultima) sono contentissimo e non provo vergogna. Entro nella tensostruttura per consegnare la pettorina e ricevo i complimenti delle "sci¨re" indaffarate nei preparativi del pranzo. Sono all'apice della notorietÓ quando mi si avvicina un organizzatore: "ah n'231, bravissimo, peccato che hai saltato il controllo SEI SQUALIFICATO" Resto di sasso e, mentre un brivido mi corre lungo la schiena mantengo il controllo e rispondo: dov'era? non l'ho visto. In veritÓ era l'unica cosa non segnalata ne da freccie ne da persone, ma non polemizzo e sportivamente accetto il verdetto. Privato della vittoria per futili motivi. Non mi resta che andare incontro alla famiglia e dare la spiacevole notizia. L'ultimo commento che riesco a cogliere tra gli organizzatori Ŕ: "mi spiace perchŔ Ŕ arrivato tutto sudato". Non sono arrabbiato, ma a questo punto mi auguro vivamente che vinca il cane.  Approfitto per ripercorrere la zona ristoro/controllo,sembrerÓ incredibile ma neanche questa volta riesco a vederlo (lo vedr˛ nel pomeriggio, era in una stradina laterale della ciclabile che porta a delle abitazioni) Imbocco la discesa che porta alle cornelle ed incontro l'ignara moglie. Aveva uno splendido sorriso, e nei suoi occhi si poteva intravedere, non l'orgoglio per il marito ma, la pizza ed il fritto misto che avrebbe gustato la sera. Dopo averle comunicato il disguido il sorriso si Ŕ spento in un istante e nei suoi occhi qualcosa friggeva ancora, ma vi assicuro non erano i calamari. I "momenti di gloria" erano ormai evaporati,riprendo la corsa cercando di smaltire la delusione e soffocare l'amarezza.

Crema      P.S.  Per ritorsione ho cenato a casa mia